Quando, anni fa, nella piena era Quesada, quella che proponeva la linea Marvel Knights più adulta e con toni più cupi, uscì Alias ero scettico.
Acquistai tutti i volumi che componevano la serie di Jessica Jones curioso di conoscere Brian Michael Bendis (del quale avevo sentito dire un gran bene) e il suo modo di scrivere le storie di una serie di personaggi di basso profilo.
Quello che trovai mi lasciò estasiato : non solo una scrittura adulta ma anche un approccio al mondo supereroistico decisamente nelle mie corde.
Ne uscì un capolavoro.
Alias introdusse la figura di Jessica e rilanciò letteralmente quella di Luke Cage. I due, da perfetti sconosciuti sarebbero diventati, di lì a poco, personaggi cardine nelle schiere dei New Avengers. Quello che leggerete non è un paragone tra il fumetto e la serie TV nata dalla cooperazione tra Marvel studios e Netflix.
Sono due prodotti che si somigliano ma che hanno preso due strade tutto sommato diverse. Le origini del personaggio sono le stesse ma, per ovvi motivi, il cast di contorno è cambiato.
Se nel fumetto avevamo Scott Lang, recentemente introdotto come Ant Man ed interpretato da Paul Rudd sul grande schermo, che usciva e frequentava Jessica dopo la spinta che la sua migliore amica Carol Danvers (aka Miss Marvel) aveva dato alla loro storia, qui, per ovvie ragioni, troviamo altro.
Alla fine della visione della serie quello che resta è soddisfazione.
Anche se non avete mai letto un albo Marvel e la vostra conoscenza si basa solo su quello che i nuovi media ci hanno fatto vedere, tutti i pezzi sono al loro posto, nulla sembra forzato, tutto fa venire voglia di saperne ancora.
Jessica Jones è una serie che strizza l'occhio ai fan duri e puri ma che, nel contempo, prosegue e sviluppa le basi di un mondo pieno di “dotati” anche se non famosi come Iron Man e la sua compagnia cantante di Avengers.
Ora, se non volete spoiler, evitate di proseguire la lettura. Uomo avvisato, mezzo salvato.
Se Daredevil ci aveva fatto vedere come a New York un avvocato cieco con dei super poteri poteva adempirsi alla lotta al crimine contro la malavita, Jessica ci fa vedere che la vita del supereroe non è sempre rosa e fiori.
Mi tolgo il dente e dico subito cosa non mi ha fatto impazzire : le scene di lotta.
Se in Daredevil erano coreografate in maniera eccelsa e seguivano una logica che trasformava Matt Murdock in un guerriero più abile mano a mano che le puntate passavano, qui la resa è più goffa, a volte quasi involontariamente caricaturale.
Sono convinto che il budget abbia fatto la sua. Attori più noti, specie David Tennant, ricchezza delle ambientazioni e della fotografia, hanno succhiato tutto a quelli che dovevano essere gli effetti speciali che riportavano i poteri dei protagonisti.
Restano ben fatte alcune cose come la pelle impenetrabile di Luke Cage, resa ottimamente in battaglia. La forza di Jessica, invece, è meno chiara. Piega ferro come fosse carta ma alza goffamente una persona. Il volo, poi, è appena accennato e, tutte le volte che viene proposto, vengono usati escamotage quasi imbarazzanti per non mostrare troppo.
Capisco la difficoltà nel riprodurre una scena di volo ben fatta con il budget televisivo, è dai tempi di Smallville che nessuno ci riesce.
Detto questo, però, non mi strappo i capelli.
Perchè Jessica Jones non pone l'accento sui poteri. Non su quelli della protagonista, almeno. Ed è una scelta intelligentissima e coraggiosa. Insomma, tutti noi nerd vogliamo una serie di super eroi in costume che sfoggiano i loro poteri a destra e a sinistra ma, quando ce le propongono, ci lamentiamo per la mancanza di profondità della storia. Arrow e Flash sono due esempi, specie il secondo, di due serial dalle buone potenzialità che, però, risentono dell'effetto Smallville. Figo ma poca roba. Pochissima in alcuni casi.
Jessica Jones è l'esatto contrario.
Non abbiamo bisogno di scene mozzafiato un po' ovunque, basta lo spessore della trama e l'interpretazione che gli attori danno ai loro personaggi. Non mancano i colpi di scena, le strizzate d'occhio ai fans e alcuni momenti che portano avanti la trama ad ampio respiro tra serie che si intersecherà in Daredevil, Luke Cage, Iron Fist e , appunto, Jessica Jones, fino a sfociare nella mini serie dei Defenders.
Ecco perchè alcuni dei personaggi che qui sono Guest Star, li potremmo ritrovare in futuri avvenimenti di altri brand : quello che Netflix sta cercando di creare è un vero e proprio universo narrativo che si intersechi con quello cinematografico e televisivo.
I rimandi ad Agents of Shield non ci sono, quelli ai film Marvel e alle serie Netflix si. Si cerca di rispondere ad alcune domande elementari come : è possibile che gli unici supereroi al mondo siano quelli che si sono aggregati negli Avengers?
La risposta è, ovviamente, no.
C'è una puntata, verso la metà, dove Jessica indaga per conto di una ricca signora su un tradimento. Si scopre che questa non voleva che vendicarsi per la morte di un suo caro in seguito agli avvenimenti di New York (il primo Avengers con l'invasione dei Chitauri). A nulla serve il fatto che la protagonista dica di non essere stata nemmeno presente, quel giorno, il sentimento che guida la ricca donna è quello di odio verso una razza che ha tanto potere ma che non ha fatto nulla per guadagnarselo.
Quando Jessica perde le staffe ne esce una scena memorabile nella quale viene dipinto il disagio di un essere “potenziato” che non ha chiesto quella vita. Grossa metafora sull'emarginazione e primi segnali su come il mondo reale abbia reagito quando i supereroi si sono rivelati al mondo.
La domanda che tutti si fanno quando vedono i film di questo genere è : come è possibile che quella lotta furibonda non abbia fatto alcuna vittima? La risposta ce la fornisce questa serie : ne fa, ma non sono i “VIP” a rispondere delle loro azioni, ci sarà sempre chi soffre per causa loro, ci sarà sempre qualche conseguenza, come in ogni battaglia. Il problema è che chi vive nell'ombra, da solo, con un basso profilo, se scoperto, può pagare tutte le conseguenze di un problema sociale così grosso.
Quando Zio Ben, in Spider Man, diceva al giovane Peter che da un grande potere derivano grandi responsabilità, intendeva anche questo.
Ma Jessica Jones non è solo una storia di emarginazione. Quello è, probabilmente, il tema minore dell'intera vicenda. Il vero coprotagonista della serie è Killgrave, interpretato da David Tennant.
Non mi sbrodolerò in elogi al Tennant attore, ho finito gli aggettivi per descrivere quanto sia bravo. Mi limiterò a dire che nessun altro avrebbe potuto rendere l'Uomo Porpora meglio di lui.
Parliamoci chiaro, quando il nemico principale è un uomo che controlla le menti e fa fare quello che vuole alle vittime, il rischio di cagata è dietro l'angolo.
Tennant rende il suo personaggio inquietante e terrificante. Nelle prime puntate non lo vediamo mai: sentiamo i racconti su di lui, intuiamo quello che ha fatto a Jessica, sentiamo la sua voce ma lui non appare mai. Ed è già una presenza grossa. Non sai mai quando potrà manifestarsi e mostrare la sua crudeltà, non sai mai cosa potrà fare.
Il primo episodio finisce in maniera cruda e quasi shockante. Lui non c'è, non ha fatto nulla, ma tutto, in quell'omicidio, ha scritto Killgrave. Ti pare di vederlo compiere il gesto di persona quando, in realtà, è a chilometri di distanza.
Ci sono alcune scene meravigliose, su tutte quella al commissariato di Polizia, già vista nei trailer, che racconta un'escalation di tensione incredibile. L'unico passaggio non riuscito è quello verso metà serie quando si cerca di ribaltare la prospettiva ed il punto di vista dello spettatore facendolo calare nei panni del cattivo e cercando di spiegare i motivi che lo spingono a compiere le gesta folli che quotidianamente fa.
Ecco, se in Daredevil la poesia scaturiva dal dualismo tra Kingpin (ad oggi il miglior cattivo tra cinema e tv mai creato dalla Marvel) e Matt Murdock, qui lo stesso gioco viene a mancare. Se le motivazioni di Matt e Fisk erano entrambe plausibili e la figura del signore del crimine era talmente ben tratteggiata da riuscire nell'impresa dell'immedesimazione, qui non accade.
Killgrave è troppo... troppo malato, troppo fuori di testa, troppo convinto delle sue azioni, troppo mosso dall'odio che spesso lui confonde con l'amore, troppo capriccioso. Ecco, la sua caratterizzazione è proprio quella di un bambino : uno di quelli ai quali rubano l'infanzia e che, quando scopre che può far fare quello che vuole a chiunque, decide di diventare un supercriminale. Il passaggio nel quale lui stesso cerca di convincersi che la colpa è dei genitori è ben realizzato ma, purtroppo, non riesce nell'intento di farcelo credere. Killgrave è poco umano e troppo mostro.
Pugnalati una volta per ogni giorno che mi hai lasciato solo
dice alla madre. L'opera di redenzione è fallita in toto. Resta un bambino capriccioso e, in questo, è coerente fino in fondo. Quando Jessica, sul finale, lo uccide spezzandogli l'osso del collo, lui è felice. Felice di aver ripreso il controllo sulla ragazza della quale crede di essere innamorato, felice di poterla avere ancora... talmente felice, come un bambino, appunto, da abbassare la guardia completamente e farla avvicinare troppo. Killgrave è intelligente ma non è razionale. Spesso da ordini per divertimento
Vai alla staccionata e restaci per sempre
altre volte perchè infastidito
I bambini devono stare chiusi nell'armadio
quando muore lo fa stupidamente, sì, ma in maniera completamente coerente a quella che è stata la sua caratterizzazione fino a quel momento.
Insomma, pur restando un gradino sotto alla perfezione che aveva raggiunto Daredevil, Jessica Jones è una serie da seguire per la complessità della trama e la scomodità dei temi trattati : sesso, aborto, stupro, emarginazione, corruzione. Non è mai banale, si prende sul serio, ammicca con i fan e fornisce delle interpretazioni attoriali davvero degne di nota.
La Ritter è perfetta per il suo ruolo, Tennant è magistrale.
Ottima anche la scrittura dei personaggi di contorno : Luke Cage è credibile è ben realizzato, gli viene fornito un background sufficiente a creare interesse verso la sua serie senza sovraesporlo troppo. Patsy Walker rende alla perfezione, soprattutto viene modernizzata la sua figura da attrice di fotoromanzi a starlette in stile Hanna Montana, perfettamente coerente con i tempi che corrono e interessante per l'evoluzione che può avere in futuro dopo l'assunzione della pillola rossa. A proposito di pillola rossa. Lo sviluppo dell'agente Simpson è spettacolare. Il nome mi aveva fatto scattare immediatamente subito ma, dopo la sua introduzione, avevo pensato si trattasse di una coincidenza messa lì solo per dare l'elemento romance al personaggio di Patsy. La sua metamorfosi in Nuke è credibile, coerente ed è un'escalation pura. Vi farà saltare sulla sedia non appena sentirete dire le parole “dammene una rossa”.
Non credevo si sarebbero spinti così tanto. Nuke è un personaggio spinoso ma potenzialmente distruttivo e fighissimo.
Se son rose...
In conclusione : pollice su, tutto molto figo, veramente consigliato. Assieme all'altra produzione Marvel, Narcos e Sense 8 (senza scomodare le vecchie glorie) è tra il meglio che il catalogo Netflix offre al momento.
Scheda Finale :
Pro
  • Atmosfera adulta
  • Coerente con il mondo cinematografico e tv marvel
  • Attori tutti in parte
  • Tennant superlativo
  • Inside Jokes presi dal fumetti (costume di Jewel in primis)
  • Cast ben variegato e con personaggi centrati
  • Qualche sorpresa nello sviluppo
Contro
  • Un gradino sotto a Daredevil
  • Budget che limita la resa dei poteri di Jessica
  • Doppiaggio in italiano del cast di supporto non all'altezza (soprattutto Luke)
  • Killgrave è meraviglioso ma aveva le potenzialità per battere Kingpin che, invece, rimane il miglior antagonista Marvel

Voto Finale : 8

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